Credo di aver parlato centosettantadue volte di privacy su Il Mac Minimalista, ma più passa il tempo e più mi accorgo che non è mai abbastanza.
L’esperienza che mi ha fatto tornare in mente questo tema è stata la creazione e la successiva personalizzazione dell’account Facebook da parte di mio padre. Dopo che aveva inserito i suoi interessi, libri, film e musica preferita, gli è sorta spontanea la domanda fatidica: “ma alla fine, la roba che scrivo chi la vede?”. Non ho trovato facile dargli una risposta esauriente. A mia sorpresa, ho dovuto prima di tutto chiarirgli il concetto di amicizia come accesso bilaterale ai profili e alle attività. Gli ho anche consigliato di impostare tutte le opzioni di privacy nel modo più restrittivo possibile, in modo da rendere pubblico il profilo solo agli amici. Ed è qui che sono rimasto stupito dalla sua reazione, infatti si è domandato se non esistessero opzioni ancora più restrittive, in modo da scegliere di far vedere determinate attività solo a certi gruppi di amici.
Saranno due anni che sono su Facebook e lo utilizzo attivamente però non mi ero mai posto questo tipo di problema. In un attimo ho capito come (prima di tutto) il concetto di amico sia mutato enormemente in pochissimi anni (e questo si sapeva già); ma, soprattutto, ho realizzato come anche i “termini minimi” di privacy non siano più gli stessi. Nonostante io sia una persona che ha una grandissima cura della mia immagine online - anche troppa a volte, mi sono “allentato”. Sto cominciando a considerare tranquillamente pubblicabili parti della mia sfera privata che fino a qualche anno fa consideravo intoccabili. Non è detto che questo sia necessariamente un aspetto negativo, non saprei dare una risposta sicura. Resta il fatto che il cambiamento è avvenuto sì, sotto i miei occhi, ma senza che io me ne accorgessi consciamente. È questo che considero grave.
Avrei milioni di argomenti correlati di cui parlare, tesi di supporto, indizi, prove, evidenze che dimostrano il contrario, ma non voglio scrivere un articolo che sono sicuro avrete avuto già modo di leggere in qualche altro blog o giornale. Voglio solo far notare come la nostra presenza su internet (a prescindere dallo strumento usato) sia sempre più importante e richiesta. Considerato che buona parte delle nostre relazioni avviene solo tramite la rete, ogni pezzo rimosso dal puzzle chiamato privacy è una sconfitta, ancora più amara se sottovaluta o peggio ignorata.
Vi consiglio di dare un’occhiata all’articolo End of Privacy della CNN per approfondire l’argomento.
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