I miei lettori di lunga data ricorderanno come io sia un fiero sostenitore del metodo GTD, ma che, in determinate occasioni, lo trovi asfissiante. Sia il metodo in sé, sia applicazioni come Omnifocus e/o Things sono strumenti potentissimi, spesso mi capita, però, di non riuscire a iniziare a fare le cose perché impaurito dalla lunga lista che mi trovo di fronte. Per risolvere questo problema ho deciso di modificare il metodo GTD per adattarlo ai miei scopi. Ecco cosa ne è venuto fuori (vi consiglio di leggere l’articolo per intero, è abbastanza sintetico):
Il problema che in molti hanno riscontrato è che ad applicare alla lettera questo metodo [il GTD, nda] si finisce per riempire le to-do list di passaggi inutili e che non portano a ciò per cui sono stati creati. Ma soprattutto, si finisce per accumulare troppe cose da fare e non si riesce più ad andare avanti, si procastina. Come si può allora rimediare? Ho trovato un metodo che si basa sul fare di meno per fare di più. Assurdo, ma dategli una chance. Ora vi spiego meglio cosa intendo.
Il concetto vincente che sta dietro a questo metodo è che a limitare le cose da fare, si riesce a concentrarsi meglio su di esse e inquadrarle. Una lista con 25 cose da fare in una serata è assurda. Spesso però è il risultato del trascinarsi cose non fatte i giorni precedenti, che sono il risultato del sovraccarico di cui vi sto parlando. Tre compiti ogni giorno sono abbastanza per portare avanti anche i progetti più complessi, ma non sono abbastanza da sentirsi sovraccaricati, overwhelmed.
Tempo fa su Il Mac Minimalista proposi Due come soluzione al problema, ma mi sono accorto che nonostante sia un’ottima app non è perfetta per questo compito. Per fortuna ho scoperto TaskForce (link App Store) e devo dire che ho trovato un piccolo gioiellino.

TaskForce è un’applicazione per segnarsi le cose da fare. Come tutto il genere credo sia stata influenzata dal metodo GTD, anche se a dirla tutta ricorda poco le app di categoria. È più simile infatti ad una basilare lista della spesa che a strumenti pieni di opzioni come Omnifocus. E, lasciatemelo dire, è questo il suo grande punto di forza. Taskforce è intuitiva, semplice e richiede il minimo sforzo. Non permette di pianificare il proprio futuro al minimo dettaglio, ma non è questo il motivo per il quale è stata creata.
Come avrete sicuramente capito, uso Omnifocus per segnare ogni singolo task che devo e dovrò fare, contestualizzandolo ed assegnandolo ad un’area specifica. Uso TaskForce, invece, per ricordarmi quali sono le cose che voglio veramente fare quel giorno. Nell’inserire i task mi concedo qualche libertà: non seguo strettamente la regola GTD “un task per ogni singolo passo” ma raggruppo anche più di due passaggi assieme. In verità uso TaskForce più come un assaggio di cosa mi aspetta nella giornata che come app per le cose da fare.

L’interfaccia ed il design di Taskforce sono semplici e lineari. C’è un tasto “+” per aggiungere elementi alla lista che possono essere segnati come “fatti” premendo il cerchietto a loro vicino, eliminati scorrendo il dito da sinistra a destra (comportamento che cambierà nel prossimo aggiornamento) e infine modificati selezionando direttamente il testo.
L’unico lato negativo (che non lo è propriamente, è più un fastidio) è che a mio avviso ad ogni avvio dell’applicazione gli elementi segnati come completati dovrebbero essere automaticamente cancellati. Tempo fa ho contattato gli sviluppatori e mi hanno detto che nella prossima versione verrà implementato qualcosa di molto simili: i completati invece che essere eliminati verranno spostati alla fine della lista, così da non intralciare l’utente. Direi che è un’ottima soluzione alternativa.
TaskForce è scaricabile al costo di 0.79€ dall’App Store, per maggiori informazioni date un’occhiata al sito ufficiale, o al twitter degli sviluppatori.
©2010. Postage by Greg Cooper. Icons by P.J. Onori. Thanks to Jamie Cassidy & Panic.
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