Scrivevo tempo fa:
Se c’è una cosa che ho imparato ad apprezzare con la vecchiaia è la sintesi. Adoro quando qualcuno riesce ad esprimere un concetto in due frasi senza dover ricorrere ad escamotage del tipo “quello che voglio dire” o “mi spiego meglio”. […]
Un altro campo dove ho imparato ad apprezzare la brevità è la corrispondenza. Che sia via email o social network, ogni volta che scrivo una risposta o inizio una conversazione provo ad essere quanto più sintetico possibile. È molto più facile capire un concetto quando questo è espresso in un paragrafo che quando lo è in cento. […]
Ormai sono riuscito ad adattarmi alla scrittura sintetica, difficilmente scrivo email più lunghe di tre-quattro righe. Giusto per argomenti molto (ma molto) complessi faccio delle eccezioni, ma succede rare volte.
Al contempo, una tipologia di persone che sto cominciando ad odiare sono coloro che non rispondono alle email. Va bene che ne ricevi tante. Va bene che hai un lavoro. Va bene che non vuoi passare tutto il tuo tempo libero a rispondere. Ma tutti hanno problemi del genere, non solo te. Quindi, perché non mi degni di una risposta quando ti scrivo?
Per quanto possibile, cerco sempre di rispondere alle email che ricevo. Se non ho tempo, e capita, rispondo con un sì/no/forse e aggiungo che appena avrò due minuti liberi cercherò di dedicarmi alla questione. Ma mai, e poi mai, non rispondo.
Sentirsi ignorati è incredibilmente irritante, più di ogni altra cosa al mondo. Mostra un po’ di umanità e rispondi alle email, orsù.
©2010. Postage by Greg Cooper. Icons by P.J. Onori. Thanks to Jamie Cassidy & Panic.
*Unlikely to find your lost post using this but you can try...