Scrive James Shelley su Inventing a Planet:
Prima di scrivere, twittare o premere il pulsante “pubblica”, perfavore poniti questa domanda: Ciò che stai per pubblicare vale davvero l’interruzione che provocherai nelle persone che lo leggeranno? Mettiamola in un altro modo: quando premi Pubblica mi stai essenzialmente chiedendo di contemplare qualcosa. Ma è quella cosa a cui mi stai chiedendo di dedicare il mio tempo degna di consumare la mia energia mentale? Se qualcun altro l’avesse pubblicata, l’avresti apprezzata o ti saresti arrabbiato/annoiato per averla dovuta leggere?
Almeno riguardo i blog, credo che rispondere ad una domanda del genere non sia troppo difficile: sì, ciò che pubblico credo che possa migliorare la vita delle altre persone. Ma vale così anche per gli altri medium che uso? Twitter, Facebook, email, ma anche gli SMS? Ma soprattutto, ha senso chiedersi qualcosa del genere?
Per quanto entrambi ci provino, Facebook e Twitter non si assomiglieranno mai. Facebook è il luogo in cui vai per liberare la mente, un po’ come accendere la TV e sintonizzarsi su Italia 1 per guardare Zelig. Mi capita molte volte di frequentarlo dopo una sessione di studio o di scrittura, giusto per recuperare le forze. Twitter, invece, è il luogo in cui vai per sapere cosa succede nel mondo e per nutrire la tua fame di conoscenza. Certo, molte persone lo usano per parlare di gattini e sabati sera, ma non è il mezzo migliore per farlo. Si presta bene, invece, alla pubblicazione di notizie, articoli o quant’altro possa far avviare gli impolverati meccanismi che fanno funzionare la nostra mente.
Chiedere se vale la pena pubblicare qualcosa su Facebook (dal punto di vista del ricevente) è stupido. Facebook è un grande bar, dove le varie voci si sovrappongono e vince chi urla più forte. E Twitter? Sinceramente non saprei. Io uso Twitter in un modo molto loose, poco definito. @diegopetrucci*** è il mio profilo personale, è la mia voce di tutti i giorni, non rispecchia solamente il Diego impegnato che parla solo di argomenti “alti”. Non sarebbe noiosa una persona del genere?
La domanda di James Shelley, quindi, difficilmente troverà risposta se non viene “ristretta” a medium specifici. Sì, il blog deve essere curato costantemente, pesando ogni singola parola. Sì e no, Twitter può permettere argomenti di non-vitale importanza e no, non puoi aspettarti discorsi sui massimi sistemi su Facebook.
Ma questo è solo una piccola parte di ciò che intendeva Shelley con la sua domanda, in seguito ci tornerò sopra.
©2010. Postage by Greg Cooper. Icons by P.J. Onori. Thanks to Jamie Cassidy & Panic.
*Unlikely to find your lost post using this but you can try...