Bill Gates, quando ancora guidava la Microsoft, si accorse che non c’era bisogno che sapesse tutto. Aveva capito che esistevano i subordinati per questo. Ciò nonostante apprezzava l’importanza di prendere un po’ di tempo e dedicarlo ad imparare le cose che essi sapevano e ad assorbire il loro pensiero creativo. Organizzava del tempo per ascoltare i propri dipendenti e le loro idee. Del tempo per pensare, per ponderare la direzione in cui sarebbe dovuta andare la Microsoft. Il Wall Street Journal ha parlato della sua annuale “settimana dedita al pensare” qualche anno fa. Questo concetto ha colpito la mia immaginazione.
Essenzialmente, una volta all’anno per molti anni, Gates è andato in una sorta di ritiro spirituale (dedicato esclusivamente al pensare, riguardo tutto). 1
L’idea di una settimana di isolamento dedita alla ponderazione è un’idea geniale, degna di chi l’ha inventata. Permette di dedicare un po’ di tempo quella attività che nonostante sia la più importante nella nostra vita, poco tempo le viene dedicato, spesso per fare spazio a mansioni più “mondane”, più pratiche.
È vergognoso che l’unico lasso di tempo in cui lasciamo la nostra mente libera di vagheggiare è durante la quotidiana doccia. Eppure a tutti sarà capitato di avere avuto un’idea geniale, di aver risolto un problema, o quant’altro, proprio mentre si insaponava. Soli quindici minuti di “mente libera” posso cambiare radicalmente la nostra giornata.
Pensare è vitale. Ovviamente il pensiero non può essere lasciato completamente libero, è facile perdersi in dettagli dalla dubbia utilità. Con un minimo di disciplina, però, la nostra mente può fare miracoli. È palese, eppure continuiamo a fregarcene.
Citazione tratta da Creative Thinking Matters. ↩
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