Il Mac Minimalista

Il Mac Minimalista


  • Intervista a Patrick Rhone di MinimalMac

    Come già annunciato, vi presento la prima parte dell’intervista/chiaccherata che sto avendo con Patrick Rhone, la mente dietro a Minimal Mac. E’ fortemente incentrata sul minimalismo e l’organizzazione della persona, quindi sono convinto che la gradirete molto. La versione inglese pubblicata su minimalmac la trovate qua (verrà pubblicata stasera, quindi fino ad allora in link non funzionerà). Un grazie doveroso a LD per la traduzione di una parte del testo. Ah, è parecchio lunga quindi vi consiglio di metterla su Instapaper e leggervela con calma spaparanzati sul letto o sul divano. :)

    Quando e perché ti è venuta l’idea di creare Minimal Mac? Voglio dire: esiste davvero l’esigenza di ridurre e di usare meno di tutto, in quest’epoca di abbondanza?

    In realtà l’idea mi è venuta già bell’e pronta, e senza troppo stare a pensarci. Di quel che è successo parlo in maggiore dettaglio qui (nda. linkata trovate la versione italiana tradotta da LD)

    Penso che lo stimolo mi sia venuto dal desiderio di combinare i concetti fondamentali del buddismo e del minimalismo, che ho abbracciato da tempo, con il mio approccio ideale alla tecnologia, in particolare ai prodotti Apple, che sono quelli che utilizzo. Penso che questa idea sia immediatamente entrata in risonanza con le altre due, in un’epoca come la nostra, in cui la tecnologia sembra non avere confini, lo spazio di archiviazione è pressoché illimitato e la connettività virtualmente onnipresente, e dal mio sentirmi così soverchiato da tutto questo.

    Il mio desiderio era creare un luogo dove potermi occupare di mie idee originali sull’argomento, includendo però anche immagini, software, hardware ed esempi di altri, il tutto con l’obiettivo di esplorare il tema comune di “ciò che è sufficiente” e del significato che può avere oggi in ambito tecnologico.

    Molti geeks (io per primo) hanno molti problemi a gestire l’enorme numero di notifiche in arrivo, dove per notifiche intento tutto ciò che richiama l’attenzione in modo insistente: email, chiamate, feed, notifiche di facebook e via dicendo. Cosa gli consigli?

    Penso che il primo consiglio che posso dare alle persone è che sono loro stesse a decidere quante inbox avere (ndt. inbox intese come raccoglitori di notifiche). Se riesci a far capire agli altri come intendi porti nei loro confronti essi capiranno e si adatteranno al te, invece del contrario.

    Sono abbastanza vecchio per ricordarmi un tempo in cui non esistevano email e messaggi sul cellulare. Quando qualcuno aveva bisogno di parlarti doveva chiamare, e se non aveva risposta era sua la responsabilità di cercarti ancora. Non c’era alcun modo di sapere se avevi perso qualche chiamata.

    La tecnologia ha cambiato questa procedura spostando la responsabilità dal mittente al ricevente. Perciò sta a noi far capire come abbiamo intenzione di affrontarla.

    Ad esempio, nel mio ultimo lavoro, tutti i miei colleghi sapevano che avrei risposto alle loro email due volte al giorno per un ora, una volta di mattina alle 9 e un’altra alle 16. Avevo pure impostato la mia casella email in modo che fossi io a dover premere un tasto per controllare i messaggi in arrivo, in modo che le email che mi erano arrivate fino a quel periodo erano anche le uniche di cui ero a conoscenza. Se qualcuno mi avesse mandato una email alle 16:15 lo avrei saputo solo il giorno dopo, alle 9. C’è voluto un po’ di tempo ma sono riuscito a far adattare i miei colleghi alle mie abitudini, così che se si fosse presentata un’urgenza sapevano che l’unico modo per contattarmi era chiamarmi. Inutile dire che sia le chiamate che le email sono diminuite drasticamente.

    Se riesci a far capire alle persone quali sono le tue abitudini esse si adatteranno e tutti saranno più felici. Chi mi conosce sa quanto odi Facebook, lo uso raramente e ci tengo solo gli amici più stretti per vedere se c’è qualche evento o appuntamento importante a cui sono stato invitato. Quindi Facebook non è più un inbox per me e nessuno mi cerca più su di esso.

    Detto questo, penso che sia triste vivere in un mondo in cui dobbiamo insegnare agli altri come interagire con noi. C’è stato un tempo più semplice da vivere.

    Ad esempio, hai tonnellate di feed di cui ne leggi solo una parte o mantieni i numeri bassi per agevolarti la vita? Pensi che soluzioni come Fever valgano il loro costo? Mi spiego meglio: l’idea che dà questo programma è che ormai non siamo più capaci a gestire tutte le notifiche in arrivo e dobbiamo necessariamente essere aiutati da un agente esterno. E’ la verità?

    Ho già scritto sull’argomento feed in questo mio articolo.

    Detto questo, penso che sia importante capire che noi stessi siamo i migliori filtri che abbiamo a disposizione, software compresi. Dobbiamo solo accettare le responsabilità che questo comporta. Considero tenere d’occhio su parecchie informazioni e news parte della mia responsabilità di Curatore (ndt. dei suoi blog). Il significato del termine è una persona che seleziona cosa è importante e rappresentativo di un certo argomento, ma soprattutto cosa non lo è. Riesco ad avere centinaia di feed perché so esattamente quali sono le letture veramente importanti e quali no, e le tengo ben separate.

    Siamo noi stessi a dover capire bene cosa siamo e a farci un’immagine di noi il più corretta possibile. Trova i tuoi limiti, trova ciò che ami, e impara a rispettarli entrambi nel miglior modo possibile.

    Posted 2 anni fa by diegopetrucci

    3 note

    1. adena-fong ha rebloggato questo post da ilmacminimalista
    2. A simplebettersophy è piaciuto
    3. A minimalmac è piaciuto
    4. postato da ilmacminimalista

Cos'è Il Mac Minimalista

Il Mac Minimalista è un blog sui mac e il minimalismo, e su come questi due campi apparentemente diversi possano fondersi.

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